aziende e prodotti enogastronomici

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PAT ''Terre del Giarolo''

prodotti tipici


La Gazzetta Ufficiale di lunedì 21 agosto 2000, n. 194 pubblicava, per conto del Ministero delle Politiche Agricole, un Decreto Ministeriale del 18 luglio 2000 contenente la prima parte dell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali. In questo elenco sono stati inserite le produzioni con almeno 25 anni di anzianità.
Per ognuna di esse sono state predisposte delle schede informative che comprendono fra l’altro la descrizione del prodotto, l’area di produzione, l’eventuale processo di trasformazione, le tecniche di lavorazione consolidate nel tempo in base agli usi locali, uniformi e costanti.
L'elenco dei prodotti agro-alimentari del Piemonte è stato rivisto con l'individuazione di 369 prodotti - con D.G.R. 46-5823 del 15 aprile 2002 e D.D. 81 del 24 aprile 2002 - divisi in 9 categorie. Un ulteriore aggiornamento è stato fatto nel giugno 2008.
Ulteriori informazioni su www.regione.piemonte.it/agri/vetrina/prodottitipici/pat/index.htm

L'elenco comprende ben sedici prodotti tipici del bacino turistico ed enogastronomico del tortonese e della Comunità Montana “Terre del Giarolo”

AGLIO DI MOLINO DEI TORTI
È uno dei più importanti elementi della cucina mediterranea. Il suo sapore molto accentuato è ottimo per valorizzare il gusto di parecchie vivande fino al punto che la saporita cucina piemontese ne fa uno degli ingredienti più utilizzati. Nel tortonese, nel comune di Molino dei Torti e in quelli limitrofi, l’aglio è diventato un prodotto trainante per l’economia locale. Viene coltivato in terreni non troppo argillosi e ben dotati di sostanze organiche, quali sono le zone intorno a questo paese della Bassa Valle Scrivia.
Il periodo di raccolta è giugno per il Borgognone e luglio per il Bianco Invernale.
Gli amanti dell’aglio lo considerano il migliore in Italia e la sua fama ha già varcato i confini nazionali.

CIPOLLA DORATA E ROSSA DI CASTELNUOVO SCRIVIA
La tradizione della cucina piemontese attribuisce alla cipolla un doppio ruolo: quello di ingrediente, per insaporire insalate e minestre, e quello di essere usato in forma autonoma se cucinata bollita o al forno. In qualunque modo la si cucini, rimane un importante ortaggio nella cucina dei nostri giorni. Nella “piana tortonese” se ne coltivano tre varietà e sono variabili sia di forma che di dimensione: la "dorata" di forma ovoidale è di colore ramato, la "rossa" ha forma regolare e ovoidale, di colore rosso violetto con polpa rossa e la "bianca" di forma ellissoidale con polpa carnosa di colore bianco. Sono raccolte tra il mese di luglio ed il mese di settembre.
I comuni interessati alla produzione della cipolla sono quelli di Castelnuovo Scrivia, Molino dei Torti, Guazzora e Pontecurone.
Particolare pregio rivestono le coltivazioni della “cipolla viola” e “cipolla dorata” denominate “di Castelnuovo Scrivia”.

PATATA DI CASTELNUOVO SCRIVIA
È un prodotto di grande importanza nel panorama del settore orticolo della Bassa Valle Scrivia, in particolare nei comuni di Castelnuovo Scrivia, Molino dei Torti, Guazzora, Isola Sant’Antonio, Sale e Alluvioni Cambiò. Le tipologie coltivate sono principalmente due: quelle a pasta bianca e farinosa e quelle a pasta gialla. A loro volta sono suddivise in altre dieci varietà (cinque per le prime e cinque per le seconde).
In questa zona le patate vengono prodotte in terreni non trattati, il che ne costituisce un grande pregio.
L'acqua è un elemento indispensabile alle coltivazioni e la vicinanza a tre grandi corsi d’acqua quali il Po, il Tanaro e lo Scrivia ha reso questo territorio habitat eccellente per la produzione della patata di qualità.

SEDANO DI ALLUVIONI CAMBIÒ
Alluvioni Cambiò è il centro della produzione del sedano. I terreni di medio impasto, ricchi di humus e un poco acidi, che fanno da cornice al Po e al Tanaro, sono l’ideale per la coltivazione di questo ortaggio. In quest’area se ne producono due varietà: "bianco" e "verde" (quest’ultimo chiamato sul posto "nero"). Il primo tipo è carnoso con un sapore e profumo non forti; il secondo, invece, è fortemente aromatico.

FAGIOLANA DELLA VAL BORBERA
Tra le verdure dell'orto spicca l'ormai famosa fagiolana, varietà rampicante di fagiolo importata nel '500 dalla Spagna per opera della famiglia Spinola. Coltivata con il sistema delle "tarasse" (cioè rustici pali di legno accoppiati), è simile al bianco di Spagna, ma più grande e con buccia più consistente, dal sapore delicato, ma resistente alla cottura.
Ce ne sono due tipi di fagiolana: la poco nota ma finissima "quarantina", più piccola, a buccia molto sottile, bianco candida, e la "grossa di Figino", grande, color avorio, a buccia un tantino più spessa. Si cucinano con ammollo di almeno 12 ore.
La coltivazione di questo legume avviene tra maggio e ottobre. È commercializzata allo stato secco.

PATATA QUARANTINA
Semplice, gradevole e delicato prodotto della terra, la patata quarantina viene coltivata in una zona ristrettissima a cavallo tra il Piemonte e la Liguria. La patata quarantina è chiamata così per la precocità - seminata a marzo si raccoglie a settembre.
La polpa è di consistenza medio-scarsa, non farinosa con granulazione fine e presenta un sapore delicato e senza retrogusti. Sono ottime da sole cotte sulla brace o accompagnate allo stoccafisso, al coniglio e ai funghi.

FRAGOLA PROFUMATA DI TORTONA

MELONE DI ISOLA SANT'ANTONIO
È un frutto dalle qualità sopraffine, prodottio e consumato nei mesi di luglio e di agosto. La coltivazione del melone è assai diffusa nei territori di Isola Sant’Antonio, Castelnuovo Scrivia e Sale; una zona dove i terreni umidi, di natura argillosa e limosa, l’abbondanza di acqua e il caldo estivo hanno creato un habitat ideale per la sua produzione. In quest’area è particolarmente pregiato e ricercato per le sue straordinarie caratteristiche organolettiche e per la sua tipicità.

CILIEGIA DI GARBAGNA
Garbagna è il capoluogo, nonché il centro agricolo e commerciale, più importante della Val Grue. È ubicata nella parte più alta del bacino del torrente da cui prende nome. Nella zona se ne coltivano tre tipi: la Pistoiese, la Bella di Garbagna (varietà autoctona) e il Grigione di Garbagna.
La prima, di colore rosso intenso, matura nella seconda decade del mese di giugno; la polpa è rossa e croccante, il sapore ottimo. La seconda, usata per la conservazione in alcol, matura nella terza decade del mese di giugno; è un durone, di polpa rosata, di pezzatura grossa e di buon sapore. Parte della sua produzione è destinata all’esportazione. L’ultima, di polpa rossa e di gradevole sapore, matura nella prima decade di luglio. È ideale per il consumo fresco.

MELA DELLA VAL CURONE
Con una superficie coltivata sempre più in espansione, la parte collinare del tortonese che circonda Volpedo, Monleale, Brignano Frascata, San Sebastiano Curone è diventata la principale produttrice di mele di qualità della nostra provincia. La mela grazie alla profondità e fertilità di questi territori, è diventata la regina della frutta (ruolo che divide con la pesca).
La produzione si avvale dei competenti dettami impartiti dal Consorzio Volpedo Frutta, in materia di lotta integrata guidata, che indirizzano l’agricoltore a produrre secondo le richieste del consumatore più esigente.

PESCA DI VOLPEDO
Le colline tortonesi hanno la vocazione per la coltivazione della pesca. In questo comparto detengono il primato provinciale sia di qualità che di quantità. Tra le diverse varietà un particolare pregio riveste la “Pesca di Volpedo”. La sua fama ha già varcato da molto tempo i confini regionali.
Volpedo si trova all’imbocco della Val Curone, una zona collinare ricca di terreni argillosi, freschi, adatti alla coltivazione del vigneto, e, come ben si sa, dove crescono le vigne cresce bene anche il pesco. Questa caratteristica permette di ottenere un prodotto dal profumo intenso e delicato con polpa compatta e gustosa.
Le pesche vengono raccolte quando sono il più vicino possibile al loro punto di maturazione, da giugno a settembre.

BACI DI DAMA DI TORTONA

FORMAGGIO MONTEBORE
Montebore è una frazione del comune di Dernice, in Val Curone ma sullo spartiacque tra le valli del Grue e del Borbera, la cui fama è legata a una formaggetta di latte vaccino e ovino dalla storia antichissima.
In poco tempo ha acquisito notorietà grazie all’originalità di questo formaggio a latte crudo di pecora o latte misto dalla forma caratteristica a castellino (un tronco di cono costituito dalla sovrapposizione di 3-5 formelle di diametri e pesi diversi modellato sul rudere del castello: il “castellino”, appunto) e dal sapore antico, che può essere gustato fresco, semi-stagionato (15 giorni) o da grattugia.
La pasta di colore avorio è morbida e senza occhiatura, diventa sempre più consistente con la stagionatura. I sapori sono fini e delicati di latte ovino, a volte prevalgono piacevoli note acide, nel prodotto maturo il gusto si fa pronunciato ma sempre gradevole.

MOLLANA DELLA VAL BORBERA
La Mollana della Val Borbera è prodotto tutto l'anno in Val Borbera e zone limitrofe (Alessandria). È un formaggio grasso prodotto con latte di vacca intero, a pasta molle, di media stagionatura di 10-30 giorni. La forma è cilindrica, con facce rotonde, piane, del diametro di 20- 25 cm; scalzo di 2-3 cm ed il peso si aggira sul chilo. La crosta rugosa è rosa, colonizzata da muffe bianco grigie. La pasta è di consistenza morbida, di colore bianco crema, con occhiatura media uniformemente distribuita. Il sapore è mite, con piacevoli sentori di latte nel prodotto giovane e fresco per diventare successivamente pronunciato e deciso con note ammoniacali crescenti in quello maturo.

MELA CARLA DELLA VAL BORBERA
La mela Carla è una mela di medie dimensioni, la buccia è giallo verde con sovracolore rosso aranciato e la polpa è bianca fondente e di sapore dolce, caratteristica della media e alta Val Borbera.
Le "Carle" costituiscono una particolare varietà di mele, che in Val Borbera sono state per anni raccolte e consumate.
Inoltre, per lo scarso contenuto di zucchero, le “Carle” sono particolarmente indicate per i bambini e per le persone con problemi di diabete; per la loro resistenza agli agenti biologici possono essere conservate sino a primavera inoltrata.

CASTAGNE DELLE VALLI BORBERA, SPINTI E GRUE
Anche in queste valli in epoche ormai lontane il castagno veniva chiamato ”albero del pane”. Per secoli il suo frutto, la castagna, è stato l’alimento base per le genti che abitavano le colline e le montagne della provincia. Poi, lentamente, in questi ultimi decenni, a causa del progressivo spopolamento della montagna, si è assistito all’abbandono del suo utilizzo.
Nelle Valli Borbera e Spinti e all’alta Val Grue i castagneti sono stati mantenuti destinati alla raccolta delle castagne.
Le castagne di questi luoghi si prestano molto bene alla preparazione di alcune specialità quali il castagnaccio, le castagne al rum, le castagne bollite nel latte e il gelato al gusto di castagna.

LA CARNE ALL'ERBA DEL GIAROLO - PANÁ - EBRO
È il prodotto di una zootecnia armoniosamente integrata tra il manetimento dell'allevamento e le risorse naturali della terra, vitelli nati e cresciuti nel territorio e allevati esclusivamente al pascolo e con alimenti locali: l'intera filiera èà favorita, inoltre, dalle tipiche condizioni climatiche dell'area, che permettono di ottenere esclusivi parametri qualitativi e inimitabili caratteristiche organolettiche. La produzione è tutelata dall'omonimo Consorzio di Tutela della Carne all'Erba del Giarolo-Parà-Ebro, costituito nel mese di dicembre del 2011 su iniziativa di sedici aziende firmatarie che rappresentano la totalità dei produttori di carne bovina di qualità della Comunità Montana Terre del Giarolo.