arte e cultura

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Chiesa di San Michele e Convitto Paterno

Chiesa di San Michele e Convitto Paterno

Chiese, Pievi, Battisteri

piazza San Michele, 1
15057
Tel: +039131861373

CHIESA
Le prime notizie risalgono al 1182 e pervengono dai cartari dell’abbazia di Rivalta Scrivia. Sul finire del Cinquecento la chiesa fu interessata da lavori di restauro, mentre nel corso della prima metà del Seicento il crollo del campanile distrusse parte dell'antico edificio, rendendone necessaria una sua completa ricostruzione. Furono abolite le navate e non fu impegnato nessun materiale nobile e nessuna ricca decorazione.
L’aspetto attuale della chiesa si deve agli interventi avvenuti tra la fine del secolo XIX e i primi anni del XX. Nel 1934 la parrocchia passò alla Congregazione di Don Orione.
ESTERNO
La facciata a capanna, frutto del restauro del 1853, è scandita da lesene doriche; il timpano triangolare, decorato a mosaico, raffigura San Michele; quattro statue – due in marmo e due in terracotta - dentro altrettante nicchie raffigurano in alto i Santi Pietro e Paolo, in basso la Madonna con San Giuseppe.
INTERNO
L’apparato decorativo ad affresco della navata, opera del pittore Rodolfo Gambini, risale al 1895, mentre le decorazioni delle pareti del presbiterio furono realizzate da Cesare Secchi tra il 1950 ed il 1956. Pregevole la statua lignea della Madonna del Carmine con San Simone Stock e Angeli della bottega dei Montecucco di Gavi, risalente al 1844.

CASA DELLA DIVINA PROVVIDENZA – CONVITTO PATERNO
Il Convitto venne aperto nel 1904, dopo varie vicissitudini, all’interno dei locali della “Casa Oblatizia”, annessa alla chiesa di San Michele. Diretto dallo stesso Don Orione, divenne la “Casa della Divina Provvidenza” e successivamente la vera “Casa Madre” della Congregazione, in quanto residenza ufficiale del santo.
Dopo lunghi lavori di ristrutturazione, fu attivato l’oratorio e vennero aperti i primi laboratori di tipografia e falegnameria e successivamente di sartoria e calzoleria.
La Casa Madre divenne il centro di tutte le iniziative della Congregazione e dal 1927 il Convitto Paterno divenne Casa di formazione per aspiranti alla vita sacerdotale e religiosa.
La designazione “paterno” riferito al convitto denota un preciso intento pedagogico caro a Don Orione, il quale era convinto dell’importanza, nell’educazione, della figura paterna come modello, come titolare di autorità, ma disponibile al dialogo, alla comprensione e ad una sincera carità.
Al suo interno sono ancora visibili la Cappella della Casa Madre e le due Camerette di Don Orione; queste ultime hanno conservato la loro caratteristica di povertà e semplicità, con gli oggetti usati dal santo e le immagini o i documenti che gli erano cari.